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Toast della Regina

Questa è una ricetta che ho tentato un sabato sera e replicato la domenica perché un figlio non

l’aveva assaggiata. A San Daniele a darmi battaglia per lo scettro della Regina ce n’è una ben più nota, famosa e anche

più buona di Regina. Infatti se è vero che, in un articolo di un giornale, io sono stata definita “La Regina dei fornelli” e

per questo mi diverto a vezzeggiarmi con tale titolo la vera Regina è la Trota di Pighin.

Infatti se il Re a San Daniele è il prosciutto, la Regina è la trota. Affumicata, prelibata e gustosa.

La trota, un pesce povero. Noi la mangiavamo abitualmente perché si pescava facilmente. Io da

bambina la temevo per le spine, e così mia mamma, per farmela mangiare, toglieva le spine con

il cava ciglia. Poi faceva una salsina con maionese, limone, prezzemolo, lessava la Trota e ci

spalmava sopra la salsa. Questa era la ricetta, punto. Al massimo la seconda ricetta era con un po’ di

prezzemolo, due pomodorini, uno spicchio di aglio, un po’ di olio e via in forno.

Per fortuna ci pensano ora Mauro e Marina Pighin a restituire con eleganza, prelibatezza e molta

innovazione gloria e fama al nostro pesce più tipico e così ci permettono di mangiare la trota

rivisitata in mille ricette, quasi già pronte, e soprattutto senza spine.

Quindi, mi sono recata nel punto vendita di Villanova e ho comprato una tartara di trota.

Sono tornata a casa e ho fatto i miei toast, quindi: I toast della Regina (intesa anche come trota)

Ingredienti per un toast

Gr. 25 tartara di trota,

Nr. 1 uovo;

Due fette di pane in cassetta ai cinque cereali;

Timo, Erba Cipollina

Olio, sale – pepe.

In una padella antiaderente fare sciogliere una noce di burro e soffriggere le fette di pane da ambo i

lati. Una volta dorate, mettere le fette nel tostapane perché non si raffreddino.

In una terrina sbattere l’uovo con il Timo e l’Erba Cipollina, il sale e il pepe. Sbattere l’uovo con

una forchetta.

In una padellina prendere una formina, far sciogliere una noce di burro e versare l’uovo sbattuto

facendo attenzione a non farlo uscire dalla forma.

Girare la frittatina e farla cuocere da ambo i lati. (In alternativa si possono fare anche le uova

strapazzate, vengono benissimo lo stesso e soprattutto non si ha bisogno di stampi)

Aggiungere solo un filo di olio alla tartare di trota.

Mettere una fettina calda su un piatto, mettere uno stampo sul pane e mettere la tartare di trota, con

il dorso di un cucchiaio compattare, togliere lo stampo e aggiungere la frittatina, coprire con l’atra

fetta di pane. Decorare con prezzemolo tritato e aceto balsamico.

La ricetta è finita.

A noi è piaciuta tantissimo perché nemmeno il cuoco di casa ha capito subito gli ingredienti, però

ha affermato che ne avrebbe mangiati almeno otto di quei toast.

Quindi: provate per credere.

Se li fate più piccoli sono perfetti per un aperitivo.

Buon appetito,

Teresa Coradazzi