"Budino per pazienti"

BUDINO AL CIOCCOLATO: “Per i pazienti”

Quando eravamo piccoli tradizione voleva che la domenica ci trovassimo tutti dalla nonna Rina.
I pomeriggi trascorrevano veloci. Eravamo sempre in sei: Maria (la Santa di Trento), Paola, Rosa, Daniele (miei cugini figli della zia Annetta), mio fratello Angelo ed io: i cugini al completo.
Quando le giornate erano belle si giocava in giardino. Palla prigioniera, Catena, “Quanti passi devo fare per arrivare al Castello”, Nascondino e Campana erano i nostri giochi. Daniele (il più piccolo) doveva sempre obbedire e fare quello che noi “grandi” comandavamo.
Quando le giornate erano piovose, per noi, era ancora meglio. Dopo aver mangiato, uno alla volta cercando di non farci notare, SI SALIVA IN SOFFITTA….il regno del mistero e delle sorprese.

In soffitta c’era la stanza dello zio Pier Luigi e nell’armadio c’era la valigia dei trucchi di bellezza che suo fratello, lo zio Lucio, aveva acquistato per non si sa cosa. Infatti, non me lo vedo proprio come rappresentante di prodotti di bellezza. Per noi bambine era come aprire l’armadio di Hollywood: ci trasformavamo, con trucchi sapienti, in vere maschere da cinema. Il problema era togliere bene i trucchi alla fine. Un baffo di rossetto rimaneva sempre e, quasi sempre, i nostri genitori se ne accorgevano. Una bella sgridata non ce la toglieva nessuno.
Ma questo era il minimo. Infatti, in un antico
comodino c’erano le bomboniere, ancora intatte con tanto di confetti, che la nonna aveva minuziosamente conservato negli anni. Noi le aprivamo e mangiavamo qualche confetto, controllando se conoscevamo i nomi scritti sui biglietti. Infine cercavamo di rincartare il tutto e di chiudere al meglio. Ogni tanto si rompeva qualche cosa e Rosa (la saggia) diceva: “Tornìn a meti dùt dentri….Sierin dùt e metin la scjiatule par ultime in fûr… cusì, a cole al prìn càl vierc’ il scansèl !” traduzione: “Rimettiamo tutto dentro, chudiamo e mettiamo la scatola in alto e in fuori, così cadrà al primo che apre la porta!”. Rosa: una vera volpe!
Poi c’era un armadio con dei vestiti meravigliosi: pantaloni alla zuava, gonne lunghe, camicette inamidate, mutandoni al ginocchio, camicie da notte in cotone con ricami a mano e via dicendo.
E così vestite e truccate di tutto punto immaginavamo film e scenette che, per la fortuna di tutti, sono rimaste solo nella nostra memoria.

Ma, torniamo a noi. A un ceto punto a noi cugini, veniva fame: era l’ora della merenda. Si correva giù dalle scale e si chiedeva alla nonna in coro: “Nonna! Ci fai il budino?” e lei rispondeva: “Certo, subito”. Subito era un eufemismo.
Prendeva gli ingredienti e con gran pazienza, iniziava girare, girare, girare…e noi ad aspettare, aspettare, aspettare. Finché stufi di chiedere: “Nonna, ma quando è pronto?!?” si perdevano quasi le speranze. Lo stomaco reclamava a grano voce e quando eravamo allo stremo delle forze il mitico budino era pronto. Ecco perché ho chiamato il budino “Budino per i pazienti”, se si ha fretta pane e prosciutto restano una garanzia. Una favola e una dolcezza di cui mi giunge chiaro e nitido il ricordo che mi solleva tutt’ora il morale.
Un budino naturale, con ingredienti sostanziosi che le nostre nonne cucinavano con naturalezza, senza colla di pesce, addensanti e “diavolerie” moderne.

INGREDIENTI:

100 gr. cacao in polvere
(40 gr. dolce e 60 gr. amaro)
90 gr. zucchero
100 gr. burro
1 uovo intero
90 Egr. farina bianca
1 lt. latte
1 bustina di vanillina

PROCEDIMENTO:

Innanzitutto mettere in una padella il latte e lasciarlo scaldare sul fuoco.
In un altro tegame, a fuoco bassissimo, far sciogliere il burro. Spegnere il fuoco. Aggiungere lo zucchero e girare. Amalgamare poi il cacao, la farina, l’uovo e la vanillina.
Quando il latte è caldo, lentamente, unirlo al composto di cioccolato. A fuoco lento, continuare a girare e unire tutto il latte. Sempre mescolando lasciare addensare la cioccolata e farla sobbollire per alcuni minuti.
Io ho imparato una furbizia: mentre si scioglie il burro, con un pennello, ungo una tortiera che mi servirà per contenere il budino. Sarà più facile rovesciarlo una volta raffreddarlo.
Una volta addensato il budino versarlo nello stampo, lasciare intiepidire e mettere tutto in frigo.
Per i miei adorati figlioli avevo preso dei biscotti a forma di cuore, per fare, anche, una bella foto di presentazione. Il problema è che, essendo la nostra una casa vecchia, ci devono essere sicuramente dei fantasmi molto golosi. Infatti, i biscotti sono spariti e i miei figli garantiscono che loro, i biscotti a forma di cuore, non li hanno nemmeno visti. Anzi, Lorenzo ha dichiarato che li ha mangiati Francesco. Francesco ha smentito incolpando il fratello Stefano. Stefano ha inscenato una tragedia napoletana degna del migliore Mario Merola e ha detto: “Io… giammai…. Ma so chi è stato: Lorenzo!”

Quindi, ho tritato nocciole, zucchero di canna e quattro biscotti secchi, e così ho decorato le coppette di cioccolato.

Ps: i fantasmi hanno divorato tutto in due minuti.

Buon appetito,
di cuore

Teresa Coradazzi